La scelta delle auto da inserire nel parco aziendale non dipende più soltanto dal prezzo di acquisto, dal canone di noleggio o dai consumi. Il trattamento fiscale del fringe benefit auto aziendale può incidere in modo significativo sulla convenienza complessiva del veicolo, soprattutto quando l’auto viene concessa al dipendente anche per uso personale.
La normativa applicabile alle nuove assegnazioni valorizza in modo particolare le vetture elettriche e le ibride plug-in. Per le aziende, questo significa poter costruire una car policy più moderna e potenzialmente più vantaggiosa per i collaboratori. La decisione, tuttavia, deve essere valutata nel lungo periodo considerando fiscalità, percorrenze, modalità di ricarica, costi di gestione e reali esigenze operative.
Quando un’azienda assegna a un dipendente un’auto a uso promiscuo, utilizzabile quindi sia per motivi di lavoro sia nel tempo libero, una parte del valore economico di questo utilizzo viene considerata reddito in natura.
Questo valore costituisce il fringe benefit auto aziendale e concorre alla formazione del reddito imponibile del dipendente.
Il calcolo convenzionale parte da una percorrenza annua di 15.000 chilometri e dal costo chilometrico individuato nelle tabelle ACI per lo specifico modello. Al risultato viene applicata la percentuale prevista dalla normativa in base alla tipologia di alimentazione del veicolo. Dall’importo possono essere sottratte le eventuali somme trattenute o corrisposte dal dipendente per l’utilizzo dell’auto.
Non si tratta, quindi, della tassazione dell’intero valore del veicolo, ma di un valore convenzionale determinato secondo criteri fiscali precisi.
Per i veicoli di nuova immatricolazione concessi in uso promiscuo attraverso contratti stipulati dal 1° gennaio 2025, la disciplina prevede percentuali differenziate:
La percentuale si applica al valore corrispondente alla percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri, calcolato sulla base del costo chilometrico ACI del modello scelto.
La differenza può essere rilevante. A parità di costo chilometrico, un’auto elettrica genera un valore imponibile convenzionale pari a un quinto di quello previsto per una vettura soggetta all’aliquota del 50%. Una plug-in hybrid genera invece un valore pari a due quinti.
Questo può tradursi in un carico fiscale e contributivo più contenuto per il dipendente, rendendo l’auto aziendale elettrica o plug-in più interessante anche come strumento di welfare e fidelizzazione.
Supponiamo che una vettura abbia un costo chilometrico ACI di 0,60 euro.
Il valore convenzionale annuo di riferimento sarà:
15.000 km × 0,60 euro = 9.000 euro
Applicando le diverse percentuali, il fringe benefit annuo risulterebbe:
L’esempio è puramente indicativo: il valore effettivo dipende dal modello, dalla relativa tariffa ACI, dalla data e dalle condizioni di assegnazione e dagli eventuali importi versati dal dipendente.
Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare equivalenti tutte le motorizzazioni ibride.
La percentuale agevolata del 20% è riservata alle ibride plug-in, cioè alle vetture dotate di batteria ricaricabile attraverso una fonte esterna. Le mild hybrid e le full hybrid non rientrano automaticamente in questa categoria e, nel nuovo regime, sono generalmente soggette alla percentuale ordinaria del 50%.
Prima dell’acquisto o del noleggio è quindi fondamentale verificare:
Una classificazione non corretta può cambiare sensibilmente il risultato economico atteso.
Il vantaggio fiscale per il dipendente è solo uno degli elementi da considerare. L’introduzione di auto elettriche o ibride plug-in nel parco aziendale può contribuire anche a:
Questi benefici non sono però automatici. Un’elettrica utilizzata senza una corretta pianificazione della ricarica o una plug-in che viaggia quasi sempre con il motore termico potrebbero non offrire i risultati economici e ambientali previsti.
Il solo prezzo di listino non basta per stabilire quale auto aziendale sia più conveniente. È preferibile ragionare in termini di Total Cost of Ownership, considerando l’intero ciclo di utilizzo del veicolo.
L’analisi dovrebbe comprendere:
Solo confrontando questi elementi è possibile capire se la soluzione migliore sia un’auto elettrica, una plug-in hybrid o una diversa motorizzazione.
La scelta di una flotta elettrica o ibrida plug-in non dovrebbe limitarsi all’individuazione del modello con la percentuale fiscale più favorevole.
G. DEL PRIORE affianca imprese, professionisti e fleet manager nell’analisi delle reali esigenze di mobilità: numero di veicoli, percorrenze quotidiane, tratte urbane o autostradali, possibilità di ricarica presso la sede, utilizzo personale da parte dei dipendenti e durata prevista del possesso o del noleggio.
Il nostro supporto consente di:
Il nostro obiettivo non è proporre semplicemente un’auto, ma aiutare l’impresa a compiere una scelta sostenibile dal punto di vista economico, operativo e ambientale.
Le percentuali più favorevoli rendono le auto elettriche e le ibride plug-in particolarmente interessanti nell’ambito del fringe benefit aziendale. Tuttavia, la convenienza reale dipende sempre dall’incontro tra normativa, caratteristiche del veicolo e modalità di utilizzo.
Per questo motivo è importante non decidere sulla base del solo vantaggio fiscale immediato. Una flotta aziendale deve rimanere efficiente per tutta la durata del contratto, adattarsi alle necessità dei collaboratori e mantenere i costi sotto controllo.
Con una consulenza dedicata, G. DEL PRIORE può aiutare la tua azienda a confrontare le alternative disponibili e a costruire un parco auto capace di generare valore anche nel lungo periodo.
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Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono la consulenza fiscale. L’applicazione della disciplina deve essere verificata in relazione alla data di immatricolazione, al contratto, all’assegnazione del veicolo e alla situazione specifica dell’azienda e del dipendente.